15/04/2011
Vittorio Rapito ultimo post

Volontario italiano rapito a Gaza: “Accontentateci o lo uccidiamo”
14 aprile 2011
Vittorio Arrigoni, noto fra i bloggers, rapito da un gruppo islamico che minaccia il suo omicidio su Youtube
Un volontario italiano, Vittorio Arrigoni, e’ stato rapito oggi a Gaza da un gruppo islamico salafita che, in un filmato su You Tube, minaccia di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle ore 11 locali di stamane (le 10 in Italia), il governo di Hamas non liberera’ detenuti salafiti. Lo hanno riferito fonti stampa a Gaza.
CHI – Vittorio Arrigoni, da anni, sul suo blog racconta la situazione a Gaza: l’ultimo blog di Guerrilla Radio è del 13 aprile.
4 lavoratori sono morti ieri notte per via del crollo di uno dei tunnel scavati dai palestinesi sotto il confine di Rafah. Tramite i tunnel passano tutti i beni necessari che hanno permesso la sopravvivenza della popolazione di Gaza strangolata da 4 anni dal criminale assedio israeliano. Dai tunnel riescono a entrare nella Striscia beni principali quali alimenti, cemento, bestiame. Anche gli ospedali della Striscia si approvvigionano dal mercato nero dei tunnel. Dall’inizio dell’assedio a oggi più di 300 palestinesi sono morti al lavoro sotto terra per permettere ad una popolazione di quasi 2 milioni di persone di sfamarsi. E’ una guerra invisibile per la sopravvivenza. I nomi degli ultimi martiri sono: Abdel Halim e suo fratello Samir Abd al-Rahman Alhqra, 22 anni e 38 anni, Haitham Mostafa Mansour, 20 anni, e Abdel-Rahman Muhaisin 28 anni. Restiamo Umani. Vik da Gaza city
21:41 Scritto da: jazzroma in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Ciao Vittorio....
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23/05/2009
23 maggio ... LA MATTANZA
17:36 Scritto da: jazzroma in You Tube Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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21/05/2009
Cicciolina dichiara: "Sono Vergine"

20:38 Scritto da: jazzroma in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Si dice il peccato ma non il peccatore ...
“Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno”. Lo dice Gesù all’apostolo Tommaso, che ha dovuto infilare la mano nella piaga del costato per credere nella resurrezione.

Il processo Berlusconi-Mills (noto a tutti, grazie a un’informazione serva, soltanto come il “processo Mills”: si diceva il corrotto, ma non il corruttore) non ha nulla di spirituale né di trascendente. E’ una sporca storia di corruzione, il paradigma del modus operandi di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Un grande corruttore che ha sempre comprato tutto e tutti, avendo sempre avuto la fortuna di incontrare gente comprabile. da 2252149.html
Sappiamo bene tutti che la corruzione in Italia esiste da sempre ... e come in questo caso è inconfutale tale reato. Certo il PdC è stato prosciolto dalle accuse ... a quale prezzo per noi italiani? ci si deve appellare sempre al LODO ALFANO? E' una legge ad personam che tutela solo alcune persone che ci governano e come sempre gridiamo alla VERGOGNA
immagine di Roberto Corradi
11:22 Scritto da: jazzroma in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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13/05/2009
Silvio, l’iracondo
12 maggio 2009, in PINO CORRIAS
Sarà che dorme tre ore per notte (“per altre tre faccio l’amore”, dixit), sarà che ultimamente gli è andato di traverso tutto: la gita a Casoria dalla bimba, il campionato del Milan, le passeggiate elettrorali tra le salme e le macerie a L’Aquila, la festicciola l’altra sera a Sharm El Sheik dal suo amico Umberto Smaila, e pure il benedetto matrimonio con Veronica, ma da qualche settimana il Cavaliere non è più lui. Ride tirato persino da Vespa. Per il resto gira funereo, reagisce irascibile, litiga con tutti. Con l’Onu e con i vescovi per il respingimento degli immigrati.
Litiga con il presidente Giorgio Napolitano che gli proibisce di nominare ministro della Sanità il suo medico personale Ferruccio Fazio, scienziato della nidiata San Raffaele.
Litiga con il ministro Giulio Tremonti che se ne frega dei miliardi promessi dal Cavaliere ai terremotati (prima 6, poi 8, poi 12) e gliene concede uno solo subito, altri 4 nei prossimi 24 anni, niet su tutto il resto, addio al Ponte sullo Stretto.
Litiga con il presidente della Camera Gianfranco Fini per le nomine Rai (che al momento saltano) per le veline, che dovuto ritirare, per gli sbarchi, per i decreti legge, e per tutte le forzature costituzionali che invece continuano.
Litiga con la Lega per il suo appoggio al referendum elettorale, ideato dall’astuto Mariotto Segni, che se approvato rischierebbe di consegnargli definitivamente l’intera Italia.
Litiga persino con Paolo Guzzanti, giornalista, imitatore, senatore azzurro, che dopo una decina d’anni di velluti rossi e penombre si è accorto della mignottocrazia imperante in quegli stessi paraggi, coerente, dice lui, con la prossima deriva autoritaria del suo (ex) leader.
Non placa l’ira di Silvio neppure la sua mitologica biografia a colori, appena varata dall’amico Vittorio Feltri, quello di Libero. E’ tutto roba vecchia, edulcorata e farlocca, ma lucidata come nuova. Lo stile è pura Corea del Nord. Irresistibile persino ai depressi. Parte da Silvio bimbo che gioca con un telefono e la didascalia che recita: “Gli piaceva giocare con il finto telefono. “Oggi - dice il presidente del Consiglio - quello vero suona in continuazione e mi diverte molto meno”. Le immagini sono da antologia. Il senno è quello di Renato Farina, giornalista e agente segreto, che annuncia il suo “Silvio visto da vicino”, cosi’ vicino da condividerne “comuni amicizia, letture, ideali”. Specialmente ideali. E tanta stima. Tanta lealtà da osare, talvolta, di “dirgli di levarsi il prezzemolo dai denti”. Lealtà odontoiatrica.
(Vignetta di Tonus da vernacoliere.com)
08:59 Scritto da: jazzroma in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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10/05/2009
Milano da Bere??????

NO WORDS
15:25 Scritto da: jazzroma in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Vergogna....

11:50 Scritto da: jazzroma in blog life | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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09/05/2009
Dalla prima lettera di Don Giulio (tvemonti) agli Zebedei...
Trinità dei Tremonti (ovvero come Bud Spencer, Terence Hill e Giulio Tremonti sono ipostasi della medesima sostanza divina).
Il concetto di Trinità Divina, fondamento della teologia cristiana, è forse uno dei più tignosi da masticare. Non a caso lo si accetta come dogma essendo stato decretato come tale per insindacabile, dogmatico decreto (l’etimologia di dogma riporta appunto al decretare senza possibilità d’appello). E a cosa serve un dogma se non a interrompere un insopportabile rompimento di coglioni?
Fedele Dubbioso: “Scusi, Don Giulio, ma io davvero non capisco. Come può Dio essere sia unico che tre entità distinte? Non è che questo è un trucchetto linguistico per non ammettere la natura fisica di Dio, quindi per porLo al di fuori della logica e della razionalità?”
Don Giulio: “Dalla prima lettera di Don Giulio agli Zebedei: non rompere il cazzo, è così e basta.”
Si tratta di fede, insomma. E a cosa serve la fede? Semplice, a mettere in pace la propria coscienza. A non tormentarsi con interrogativi, dubbi, domande, sospetti. E come si fa ad avere fede in una verità quando la natura dubitativa del libero arbitrio ci allontana da essa? Non è facile, ma quando c’è lo stimolo dell’angoscia, ce la si può fare. Si tratta, in definitiva, d’autosuggestionarsi, cioè di ripetersi incessantemente che deve essere così e non in altro modo, sino a quando il loop cognitivo non viene assorbito dall’inconscio e diventa quindi “concreto”, cioè un punto di riferimento stabile su cui si appoggia l’intero algoritmo razionale.
Sia chiara però una cosa. Questa capacità di mitizzazione autoreferenziale del proprio pensiero è tipica di ogni essere umano o di qualsiasi entità che abbia facoltà di coscienza, ergo di interrogarsi sulla natura dei fenomeni, compresi se stessi. Non è quindi mia intenzione dileggiarla. Semmai, trovo deprecabile l’utilizzo di questo meccanismo per soggiogare le masse per particolarismi più o meno elitari e per la presunzione di essere gli unici in grado di sopportare una verità giudicata scomoda.
In questo senso, anche Bud Spencer, quando si fa largo a suon di cazzotti, applica lo stesso principio, cioè quello della fede in stessi e nella giustezza dei propri pugni. Lo so, il paragone sembra un po’ forzato e pretestuoso. Infatti, lo è, ma non tanto da trascurare l’evidenza di come la violenza origini sempre da una forma di fede, il che non è necessariamente un male. Perché è chiaro che il dubbio è paralizzante. Se il dubbio non sfociasse, prima o poi, in una certezza o in una verità di fede, per quanto labile e relativa possa essere, non esisterebbero decisioni, quindi nemmeno azioni e tutto sarebbe tremendamente immobile, com’è la natura di un dio perfetto che non ha bisogno di scegliere, né di esistere.
Lo stesso dicasi per il ministro dell’Economia Giulio Tremonti quando afferma: “L’evasione sta in piedi anche per il fatto che la refurtiva la puoi mettere al sicuro e hai una direttiva europea che la protegge. Credo che una delle vie per battere l’evasione sia quella di eliminare il comodo rifugio”. Bella storia. Sicuro del fatto che nessuno potrà mai dimostrare l’esistenza delle società off-shore del proprio padrone, non ha problemi a fare il duro contro l’evasione fiscale ed i paradisi ad essa asserviti. Tanto, noi poveri mortali da mille euro al mese come cazzo possiamo sapere se esistono davvero, se non accettandolo per fede? Viviamo nella società dell’informazione, ma non è cambiato un cazzo rispetto a quando ci esprimevamo a grugniti.
Per fortuna esiste Trinità, il personaggio interpretato da Terence Hill in Lo chiamavano Trinità e in Continuavano a chiamarlo Trinità, immortali capolavori della settima arte ed esemplificativa rappresentazione di come l’ironia ci venga in soccorso quando non solo non abbiamo abbastanza fede, ma nemmeno una capacità logica sufficiente per dipanare i molti dubbi che ci vengono regalati dalla nostra coscienza, un po’ come fa un gatto portando topi o uccelli sulla soglia di casa del proprio padrone, per riconoscenza.
Una delle scene più memorabili: la partita di poker con Wild Cat Hendrix. Ogni volta che la vedo, anche se è la millesima volta, mi fa ridere. Perché? Innanzitutto, la strafottente sicurezza del giocatore professionista è davvero troppo sfacciata da diventare caricaturale. E perché la caricatura è divertente? Si tratta di un’esagerazione di quello che viene percepito come un difetto comune a più persone. Lo strafottente, l’ipersicuro di sé, è visto, in un gruppo sociale, come un elemento pericoloso ed è quindi temuto, spesso riverito dai sempre abbondanti codardi e dagli onnipresenti leccaculo, i quali preferiscono, ovviamente, fidarsi dell’apparenza, piuttosto che indagare se esiste un motivo reale in base al quale il Wild Cat Hendrix di turno è così sicuro di sé.
Ecco che allora Trinità, altrettanto sicuro delle proprie capacità nel gioco delle carte e nell’uso delle pistole, intuendo la natura farsesca del professionista, ne svela il bluff, umiliandolo di fronte a coloro i quali avevano fede in lui. L’ironia e la comicità nascono quindi sempre dalla rivelazione di una verità e sono, di conseguenza, dei meccanismi non del tutto razionali per accedere ad essa.
Non è infatti un caso se l’etimologia di ironia conduce a “ipocrisia o falsa ignoranza”, cioè all’esprimere il contrario di quello che si pensa.
“Vorrei poter raccontare che Wild Cat Hendrix ha giocato con me.” Ormai avrete capito che questa battuta fa ridere perché afferma il falso e rivela quindi il vero, cioè che a Trinità interessava distruggere un mito per mostrare la verità ai suoi, impauriti adoratori. Peccato che nella realtà Trinità abbia il volto di Franceschini e Wild Cat Hendrix quella di Giulio Tremonti. Un film che non fa e non ha mai fatto ridere.
da http://www.prepuzio.com/ che ringrazio tanto :-)
20:25 Scritto da: jazzroma in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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08/05/2009
Manifestazione contro il G8 oggi a Palermo
Manifestazione
CONTRO il G8 dell'università
8 Maggio - ore 16.00
concentramento corteo Piazza Massimo - Palermo
L'ONDA NON VI SOSTIENE, VI TRAVOLGE!!!
Onda Anomala Palermo - Coordinamento ControG8 Palermo

da http://www.nog8sicilia.org/
CONTRO l'INSOSTENIBILE G8 dell'UNIVERSITA'
L'8-9 Maggio si terrà a Palermo il g8 University Students' Summit, tappa di avvicinamento al Summit di Torino del 17-19 Maggio. Il suddetto vertice rappresenterebbe il momento di confronto tra studenti provenienti dai paesi del g8 e non (Cina, Arabia Saudita, paesi del Mediterraneo...) e le istituzioni ministeriali; un appuntamento da cui dovrebbero scaturire proposte e idee da traghettare al successivo momento torinese, e quindi ai rettori e ai presidenti degli atenei degli stessi paesi; questi parteciperanno in quanto rappresentanti di quell'istituzione universitaria dal carattere "oggettivo e neutrale" riconosciuta come interlocutrice diretta rispetto ai problemi dell'umanità e del pianeta, degli "8 grandi" che si riuniranno a luglio a L'aquila.
Anche noi, come gli studenti dell'Onda di Torino, riteniamo inaccettabili le modalità di organizzazione dell'iniziativa, la concezione dei rapporti tra mondo accademico, dinamiche sociali ed il potere politico ed economico che la stessa rappresenta, la logica di rappresentanza studentesca che ne sta alla base ed ovviamente un interlocutore, il g8, che non ci stancheremo mai di rifiutare.
Il g8 University Students'Summit sarà aperto a delegazioni di rappresentanti da circa cinquanta atenei sparsi tra vari paesi. Dal summit uscirà l'immagine di un'università vincente, capace di dialogare con gli organismi sovranazionali in vista del superamento di problematiche globali di portata planetaria.
C'è però una contestazione da cui vorremmo partire nell'analisi delle ricette anticrisi che il g8 ci propone: l'università è in crisi (e lo è a livello globale, basti guardare la tempistica con cui quest'autunno si sono sviluppati movimenti studenteschi in Italia, Francia, Grecia...) e rettori e istituzioni quali il g8 ne costituiscono la causa profonda. Non possiamo infatti dimenticare il grave disagio attuale degli atenei schiacciati come sono da sempre più pesanti tagli dei fondi pubblici per la pretesa di una politica delle risorse che ne trasforma profondamente gli stessi principi costitutivi: un sistema che, adottando principi aziendalistici, si rivolge oggi al mercato e alle logiche delle prestazioni e dei servizi alla ricerca di una legittimità ad esistere che non può più trovare all'interno della sua funzione sociale; in conseguenza di ciò la formazione diviene bene d'acquistare e il sapere una merce da spendere sul mercato.
In quanto fruitori di un servizio, ci ritroviamo allora a dover convivere quotidianamente con aumenti delle tasse o, come nel caso di Palermo, con enormi buchi di bilancio, tagli al personale e al mondo della ricerca e persino con chiusure anticipate delle biblioteche per mancanza di fondi.
E' di fronte a questo scenario che non ci resta che affermare l'insostenibilità di questo sistema universitario; ed è a quest'università della precarietà e dello sfruttamento dei soggetti della conoscenza che non riconosciamo alcuna legittimità di confronto e proposta su tematiche quali lo "Sviluppo sostenibile" e la "Cultura della legalità", argomenti della due giorni.
Come affermato in precedenza, la nostra critica è rivolta anche contro le modalità d'organizzazione dell'iniziativa in cui da un lato gli studenti "meritevoli" (Palermo), dall'altro i rettori (Torino), dovrebbero rappresentare l'intero mondo della formazione, celando quindi, dietro meccanismi di rappresentanza formale, tutta una serie di contraddizioni e conflitti interni al sistema di produzione e trasmissione dei saperi. Abbiamo più volte sottolineato, durante i mesi caldi di quest'autunno, come ormai si riproduca volutamente, dietro la retorica della "meritocrazia", quella logica della totale compatibilità socio-politica che si configura come potente strumento di controllo e "disciplinamento" delle forze sociali; forme di controllo che inevitabilmente passano per la chiusura di spazi e l'imposizione dei tempi di produzione individuale e collettiva.
Oltretutto il movimento dell'Onda ha saputo indicare come la ricchezza e la composizione del precariato della conoscenza siano irriducibili in schematismi della rappresentanza, mentre possano pienamente esprimersi in una quotidiana lotta dal basso capace di mettere in comune il lessico della riappropriazione e di costruire conflittualià sui meccanismi di produzione del sapere.
Sempre meno sostenibili...
Anche in questo vertice, tema centrale del confronto sarà quello della "sostenibilità".
A Palermo e Torino verrà lanciata l'immagine di un g8 rivolto al cambiamento radicale delle forme di sfruttamento delle energie ambientali e di intervento sugli squilibri sociali come vie d'uscita dalla crisi economica globale.
Nonostante l'apparente incontestabilità della tematica, riteniamo necessario prendere su questa posizioni nette di forte contrapposizione all'attuale pseudo valore, che identifica il concetto e l'idea di base, ripartendo, nella critica, dalla riproposizione di un assioma cardine: la totale mancanza di credibilità di questi soggetti istituzionali, vista la diretta responsabilità di organismi di tale genere nel perpetramento di processi di devastazione degli ecosistemi del pianeta e di disuguaglianze sociali.
In realtà, rifiutiamo l'idea stessa di "sviluppo sostenibile"in quanto la riteniamo inequivocabilmente subordinata al linguaggio retorico del progresso di stampo liberista e perciò materialmente determinata solo dalle leggi del profitto e dell'accumulazione capitalista.
Il tentativo di restyling, attualmente di moda a livello globale (da Obama alla Prestigiacomo), in senso "ecocompatibile" nasconde scelte operative ben precise: la "sostenibilità"umana e ambientale si risolve così nell'allargamento indiscriminato degli spazi di proprietà e profitto sulle risorse naturali (permettendo ad esempio la mercificazione delle energie rinnovabili) e sulle ricchezze sociali.
Rifiutare politiche finalizzate alla costituzione di nuovi ed esasperati meccanismi di controllo e sfruttamento di territori e comunità ci sembra, al contrario, (in questo momento di crisi poi...) possa costituire un sano presupposto per sviluppare una proposta alternativa di sostenibilità, che passi attraverso il rispetto dei diritti all'autodeterminazione delle popolazioni, la valorizzazione delle vocazioni e peculiarità dei territori e la messa a punto di strumenti di garanzia e ridistribuzione delle ricchezze.
Legalità e nuove forme del controllo
Secondo tema portante della "due giorni" sarà l'importanza nella formazione del cittadino del futuro della "cultura della legalità".
Se non casuale, sarebbe quantomeno paradossale che una discussione di questo tipo venisse affrontata proprio nella nostra città, dove i limiti che differenziano ciò che è legale da ciò che non lo è diventano pressoché irrilevanti di fronte alle esigenze di ampi strati del tessuto sociale metropolitano disposti a valicarli, quotidianamente, se ciò vuol dire attenuare la propria condizione di sfruttamento e di precarietà esistenziale; e dove, allo stesso tempo ma per ragioni opposte di esigenze di salvaguardia massonica, vertici regionali della politica condannati per mafia vengono promossi a parlamentari nazionali attraverso sistemi elettorali blindati.
Da ciò parte proprio la nostra critica (incompatibilità e opposizione al concetto di legalità) in quanto stabilire ciò che si può o non si può fare e ciò che è giusto o sbagliato, definire la norma, insomma, non ha la sola funzione di creare i presupposti per una società totalmente normalizzata e asservita ai meccanismi di produzione e riproduzione sistemica (soprattutto in un momento di recessione in cui una svolta troppo autoritaria e/o repressiva rischierebbe di moltiplicare effervescenze sociali già largamente dispiegate) ma, nell'immediato, di isolare e criminalizzare qualsiasi forma di lotta e di dissenso nonché ogni tipo di eccedenza o "devianza"dalla normalità imposta tramite repressione.
Saturare sempre più di simulazione di cultura legalista i luoghi di formazione e produzione del sapere, quindi, è sicuramente un obiettivo che gli apparati di governance globale portano avanti, anche alla luce del forte dissenso che potenzialmente questi sono in grado di esprimere (come recentemente dimostrato) in quanto luoghi di ricomposizione sociale ed elaborazione e costruzione di forti spinte antagoniste.
Di fronte alla criminalizzazione di forme di lotta, come le occupazioni delle facoltà, che propongono e sperimentano forme altre di socialità e condivisione dei saperi, e di fronte persino a protocolli legali (?) che vietano di sfilare in corteo nei centri urbani, ci chiediamo che valore abbia (e, soprattutto, per chi) il concetto di legalità rispetto alla legittimità ed al valore del dissenso politico contro chi le leggi le fa.
L'OndaAnomala Palermo
e Coordinamento Contro G8 - Palermo
hanno indetto una giornata di mobilitazione generale nella data delll'8 Maggio che, nel giorno d'apertura del summit, rappresenterà l'ennesima risposta di lotta non soltanto ai piani di disarticolazione del sistema di formazione pubblica, ma soprattutto alla crisi globale incarnata proprio da organismi quali il g8 ed iniziative come quelle di Palermo e Torino.
CHIAMIAMO ALLA MOBILITAZIONE
tutte le realtà culturali, sociali e politiche protagoniste con noi dell'opposizione alle riforme di Scuola e Università (studenti, insegnanti, precari della conoscenza e della ricerca,...), i movimenti che, come noi, lottano per la difesa dei diritti fondamentali (casa, lavoro, immigrazione,…) contro la privatizzazione di beni primari (acqua,…) contro la costruzione di macchine di morte (inceneritori, centrali nucleari, rigassificatori,…), la popolazione ridotta allo stremo e mortificata dal cinico e spregiudicato avanzare di governanti preoccupati solo del proprio arricchimento all'infinito, nella cornice comune di una netta contrapposizione ad ogni piano di socializzazione dei costi di questa crisi.
Corteo Contro l'Insostenibile g8 dell'Università
Venerdì 8 Maggio
h 16.00
Concentramento Piazza Teatro Massimo, Palermo

12:05 Scritto da: jazzroma in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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05/05/2009
Meraviglioso [tributo a Modugno] ultimo mio post ....

Doveroso ricordare a tutti che questo sito non ha adsense o pubblicità varie quindi quanto ci state... se ci state... o meno non mi fa guadagnare una lira quindi tranqui ....
Ciao, cià questa è la mia faccia e quella dei manovratori di Notizie che fanno ribrezzo su OKNO [deus ex o cum machina?]... niente delirio per me ... niente pignistei .....come qualcuno che non leggerà ... potrà affermare .... solo la voglia di essere libera da tutto questo ... il soffocamento che provoca questo social è incredibile .... credevo di riuscire a fare qualche amicizia e in realtà l'ho fatta ... poca ma ottima .... non vado via ... ma ho solo deciso di non postare più per un bel po' di tempo ... e di dare il mio piccolissimo contributo [1 voto] per le notizie che mi sembrano a mio pare che meritino .... quindi boia chi molla come ha detto Blognews [tu cito con un sorriso] non mi appartiene ... come non mi appartiene la tanta ipocrisia che esiste in questo social ... non posto più perché le vignette non mi interessano... in calcio neppure ... e tante altre cose che IO ritengo non facciano crescere nessuno .... mi piace la politica ..... mi piacciono le news .. ma ripetute per 5 giorni di seguito diventano ossessive.... ci siamo dimenticati delle guerre, dei pedofili... degli sturpri ... e delll'Italia stessa .... ma mi vedrete ancora ... sarò ancora in mezzo alle palle .... chi vuole scannarsi lo faccia pure ma senza di me ... molti a pelle mi sono simpatici ... altri mi sembrano falsi .... mi raccomando .....Alice ed Antikom .....non dite sempre il contrario di tutto .... e chi può e chi sà li stoppi please [ahahahahha] .... adesso se vi va.... ascoltatevi qui MERAVIGLIOSO di Modugno ... :-) [a chi pensa che questo sia un piagnisteo lo pensi pure ... questo pensiero fa parte anche della stupidità di certi utenti] ... e ringrazio anche gli amministratori [loro sanno] ... UN SORRISONE A TUTTI [beh quasi a tutti ] cià :-)
19:17 Scritto da: jazzroma in blog life | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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04/05/2009
Ammazzare e torturare i gay non è reato... il Vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali".

E' scontro tra Onu e Vaticano. La Santa Sede boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell'omosessualità. Un' iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell'Unione europea, e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Immediato il "no" della Santa Sede: "Gli stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' - dice monsignor Celestino migliore - verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni". Affermazioni che scatenano una serie di reazioni polemiche che, in serata, provocano una nuova presa di posizione del Vaticano. Che, però, nella sostanza è tutt'altro che una retromarcia. "Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali", afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta - ma la proposta cerca di 'introdurre una dichiarazione di valore politico che si puo' riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, puo' venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell'uomo''. In pratica il rischio paventato è che gli Stati che non riconoscono le unioni gay vengano "mesi alla gogna".
Toni non dissimili da quelli usati da monsignor Migliore che parla di "una dichiarazione di valore politico" che aggiunge "nuove categorie protette dalla discriminazione senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni".
Durissima la replica dell'associazione Arcigay: "È di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi, la Chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari".
L'Arcigay ricorda che in decine di Paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale contro le persone omosessuali. "La scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento gli stati che non riconoscono le unioni gay sarebbero messi all'indice, - conclude l'Arcigay - non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica bugia per nascondere ciò che realmente il Vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali".
ammazzare-i-gay-non-e-reato.php
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03/05/2009
Il Nano parla con il proprio IO...
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| Tag: berlusconi, confida, veronica, preoccupazioni | OKNOtizie |
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Il Nano Cerca Moglie ... Ecco Come...

Il Nano in cerca di una nuova compagna ... la selezione è dura ... deve essere fatta con assoluta accuratezza e precisione ... nulla deve sfuggire al suo occhio da falchetto ... beh ragazze preparatevi !!!!!
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| Tag: nano, cerca, moglie, ecco, come | OKNOtizie |
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30/04/2009
Presentazione dei candidati della Lista comunista
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| Tag: candidati, video, parlamento, europeo, lista, comunista | OKNOtizie |
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26/04/2009
Caccia Al Tesoro ... [dove si farà?]

RISPOSTA: G8, il bunker sotto la caserma caccia-al-tesoro.html VukicBlog
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24/04/2009
Pasta Balilla .... la più amata dal Popolo Sovrano... RICETTA

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| Tag: pasta, balilla, amata, popolo, sovrano, berlusconi | OKNOtizie |
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23/04/2009
Bertoli Indimenticabile A MUSO DURO ... TUTTI INSIEME
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PARLA VAURO .... DA STASERA AD ANNOZERO
da Facebook readmessage.php?t=1084105956896&mbox_pos=0
Ai membri di IO SONO CON VAURO ED ANNOZERO!PIUTTOSTO SOSPENDIAMO VESPA E FEDE!
Roma, 22 aprile 2009 - "Domani sera sarò ad Annozero". Lo conferma Vauro a Otto e mezzo. "Non ho mai infranto obblighi contrattuali né dal punto di vita etico né morale: non ho capito quale obbligo ho infranto". A Daniela Santanché, presente in studio, che ha detto di vergognarsi per il fatto che il vignettista "che prende mille euro a puntata, lo stipendio mensile di un operaio", torni in tv, Vauro ha risposto: "I terremoti sono disgrazie naturali, ma palazzi e costruzioni tirate su senza nessun controllo, come l’ospedale e la casa dello studente, non sono catastrofi naturali ma hanno responsabili ben precisi e individuabili, quelli sono mafia".
"Rifarei tale e quale la vignetta sull’aumento delle cubature dei cimiteri"; ha ribattuto alla Santanché, che gli ha rimproverato di non aver avuto rispetto per le vittime del terremoto: "Cosa avrebbe fatto se suo figlio fosse rimasto sotto le macerie?". E po: "Vorrei che lei mostrasse le palle e facesse una bella vignetta contro Maometto e gli islamisti ma non lo fa perchè lei è servo di una parte politica, lei è abituato a farsi mantenere come servo da una parte politica. Mi quereli, per me sarebbe un onore. Lei è un giullare che prende in giro i morti".
"Ritengo che la satira, come anche l’informazione, non dovrebbe avere limiti, dovrebbe amdare a fondo delle cose. Se il potere costituito diventa l’arbitro dei limiti, potrebbe accadere che i famosi paletti via via arretrino fino a determinare un piccolo campo di concentramento", ha detto Vauro. Alla Santanché che gli contestava di essere iscritto a un partito della sinistra, il vignettista ha ribattuto: "Non sono più nel partito dei comunisti italiani da quando quel partito non ha preso una posizione ferma, cioè non ha fatto cadere il governo Prodi, nel momento in cui rifinanziava la missione italiana in Afghanistan, ma sono ancora comunista".
"Bertinotti è uno dei più permalosi, mi ha dato del barbaro e del nocivo per la sinistra". Parola di Vauro, che a Otto e mezzo risponde a una domanda di Lilli Gruber su come reagiscano i politici alle sue vignette. E prosegue: "Mi sono sempre vantato che nessun politico ha mai chiesto in omaggio una mia vignetta, e questo significava che era satira e non piaggeria". "Io gliel’ho chiesta", interloquisce Daniela Santanché, sua antagonista in studio.
"Ma io non gliel’ho data", ribatte Vauro. "Confesso una eccezione: Crosetto, che era presente alla trasmissione di Annozero, mi ha chiesto l’originale di una delle vignette che avete mostrato, e io gliel’ho regalata: forse ora l’avrà nascosta sotto un materasso, era quella della via crucis, il corpo del reato. E poi, come li chiamate al Billionaire?, qualche pervenu della politica...", punzecchia, scatenando nuovamente le ire della Santanché: "Dottoressa Gruber, mi sembra ora di far tacere questi piccoli uomini! Il Billionaire dà da lavorare a 150 persone, anziché rubare i soldi come fa lei, Vauro; quando parla di me i suoi argomenti sono o il Billionaire o il silcone".
"Ritengo che lei mi stia rubando i soldi", proclama; "se riuscissi a rubare i suoi soldi mi sistemerei", replica lui, che per tutta la trasmissione lascia cadere le ripetute provocazioni della sua antagonista, mantenendo un invidiabile aplomb (a parte l’evidente rossore alle gote e gli occhi che di tanto in tanto sgranava, di fronte alle bordate più massicce).
E di nuovo Vauro si difende dall’accusa della Santanché di non avere il coraggio di attaccare Maometto, "mentre è facile prendersela con il papa che non spara": "Nella Kabul dei talebani, dove ogni forma d’arte era vietata, ho affrescato quattro pareti per l’ospedale di Emergency: quei disegni ci sono ancora, erano le pareti dell’ospedale pediatrico". "Domani farò un altro sit in contro questa vergogna - proclama la Santanché, - lei è una persona che mortifica la nostra cultura cristiana, che andrebbe censurata non dal potere politico ma dagli italiani. Il Movimento per l’talia protesterà domani davanti alla Rai".
"È una incitazione al linciaggio", ribatte Vauro. "Ringrazio di cuore i tanti italiani che in questi giorni mi hanno dimostrato affetto e solidarietà: ieri ho ricevuto la telefonata di volontari della protezione civile che non avevano creduto a una parola di quello che si diceva contro di me, e un telegramma dell’Associazione partigiani d’Italia". "La parte politica di cui è servo", taglia corto la Santanché.
12:56 Scritto da: jazzroma in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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19/04/2009
Mojito .... sensazione di libidine..... [descrizione un po' forte del gusto]

Ahhhhhh il Mojito ..... libidine dei sensi..... tremore della carne ..... fantastica emozione ..... ogni sorso è una carezza all'anima ... come una bella canzone... dove le note che sanno di menta penetrano il cervello .... Il Mojito non è un cocktail .... è un pensiero ... è una filosofia ... è un gusto di vita che prende forma prima nelle labbra ... poi nella lingua ... per poi scendere giù lentamente .... scivolando nella gola ... freddo ghiaccio, caldo rhum, fresca menta ... è un incontro si sapori ... è l'orgasmo ... è un brivido ... quando lo sorseggi il respiro diventa affanno ... la mente si offusca ... e i sensi si liberano ... e pensi ... e vorresti ... vuoi ... vuoi che questo piacere rimanesse a lungo ... così a lungo da farti stordire ... il gusto è uno dei sensi che maggiormente provoca piacere ... ed è questo che il Mojito dà .... e più si assapora e più ci si lascia andare ... il Lime dà quel tocco in più ... di esotico ... di amaro ... ma il piacere è ancora più forte ... poi lo zucchero di canna .. addolcisce... e ti lecchi le labbra ... in un'estasi quasi inumana ... oh decantare queste emozioni è più che desiderare ... il desiderio di lasciarsi andare al senso ... chiudendo gli occhi e respirando gli odori ... E' questo il Mojito ... odore, sapore, musica, estasi ..... un'estasi di piacere infinito .... [da assaporare lentamente ... gustandolo]
14:40 Scritto da: jazzroma in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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vignetta di Pietro Vanessi